"La prigioniera d'oro" di Raven Kennedy | Recensione di un romantasy bocciato

Buongiorno divora libri! Oggi vi lascio la recensione del primo libro che ho ascoltato con l'abbonamento Audible, ovvero La prigioniera d'oro di Raven Kennedy edito Armenia.

Auren è la favorita di re Mida, l'uomo dal tocco d'oro, che la tiene in una gabbia dorata, simbolo del suo potere. Questa «gabbia» copre l'intero piano superiore del castello, con gabbie integrate in ogni stanza e passerelle sbarrate collegate tra loro, in modo che Auren possa girare liberamente per il castello. La prigioniera si sente protetta e al sicuro nella sua gabbia. Ma da cosa? Ha avuto una vita molto dura, ha vissuto per strada fino a quando Mida non l'ha salvata. Auren lo conosce da prima che diventasse re, il che spiega molto sul loro rapporto. Ma la sua vita, le sue sicurezze, stanno per cambiare brutalmente...

Sono stata trasportata a leggere questo romanzo per l'hype che lo circonda sui social. Purtroppo come spesso mi capita, non è stata un'ottima lettura.

La trama è relativamente originale: prende spunto dal mito di Re Mida e l'autrice lo reinterpreta in chiave romantasy, architettando un regno con vari re che possiedono diversi poteri. Re Mida è uno di loro e Auren, la protagonista, la sua amante personale, nonché una donna trasformata completamente in oro da lui stesso. Nonostante sia praticamente una prigioniera, Auren è particolarmente affezionata al sovrano ed è convinta di amarlo. Inutile dire che il loro rapporto è estremamente tossico ed è proprio il male principale che attanaglia la protagonista.

Auren è completamente accecata da questo rapporto da non riuscire a vedere la realtà. Di conseguenza si sente non capita, poco apprezzata, isolata. L'ho reputata molto innocente, a tratti anche stupida, ma capisco che l'intento dell'autrice sia proprio quello di mostrare come Auren sia soffocata da questo finto amore e affetto. Nonostante ciò, la sua cecità, soprattutto difronte alle altre amanti del re, mi ha dato non poco fastidio. Credo che Raven Kennedy abbia costruito un personaggio da compatire e apprezzare nella sua crescita, ma al momento mi risulta solamente potentemente fastidioso.

Veniamo al worldbuilding. Premesso che all'inizio del romanzo si sa pochissimo, ma ciò non è una grandissima pecca perchè tutto quello di cui il lettore è a conosce è funzionale ai fini della narrazione, e io personalmente non mi sono posta troppe domande. Infatti, l'autrice ha giocato bene le sue carte e le ha svelate solamente alla fine, con un colpo di scena esorbitante. Probabilmente sarà l'unico motivo per cui deciderò di andare avanti nella saga, se lo farò.

I restanti personaggi, a partire da re Mida, per me sono come macchiette. Caratterizzazione zero, vengono tutti delineati a partire da un semplice tratto caratteriale, e quello rimane per tutto il libro. Nessuno di loro viene particolarmente approfondito.

Insomma, non è stato un ascolto piacevole. Poteva essere meglio? Sicuramente sì. Continuerò? Non lo so. In giro si dice che ci sia di peggio, ma dato che il peggio io lo evito appositamente, per me questo romanzo al momento si trova al fondo dei romantasy. Ci aggiorneremo, nel caso in cui decidessi di andare avanti con la saga.

⭐⭐

A presto,

Claudia


Nessun commento:

Posta un commento

Potrebbero interessarti