"The Witch's Heart. La leggenda di Angrboda" di Genevieve Gornichec | Recensione di un romanzo

Buongiorno divora libri! Oggi vi porto la recensione di The Witch' Heart. La leggenda di Angrboda di Genevieve Gornichec edito Mondadori.

The Witch' Heart. La leggenda di Angrboda di Genevieve Gornichec edito Mondadori
La storia di Angrboda inizia come finisce la maggior parte dei racconti di streghe: con un rogo. Così Odino ha deciso di farla punire per non avergli rivelato il futuro. Da quel momento la strega Angrboda, ferita e impotente, vive raminga nella Foresta di Ferro, lontana da tutto. Qui, la trova Loki, dio dell'inganno, venuto per restituirle il cuore rimasto sulla pira; e presto l'iniziale diffidenza della donna si trasforma in una passione intramontabile, da cui nasceranno tre figli, tre creature uniche. Angrboda li cresce ai confini estremi del mondo, lontano dall'occhio onnisciente di Odino, cercando di costruire una tranquilla vita domestica. Ma una visione le mostra cose spaventose che attendono la sua famiglia, e tutti i Nove Mondi. E ora Angrboda deve scegliere: sottomettersi a un destino cui ha già assistito, o lottare per ridisegnare il futuro di coloro che ama e dell'universo intero?

La trama mi ha conquistata subito. Sono sempre stata attratta dalla mitologia nordica e la storia di Angrboda promette bene. Quest'ultima è una donna forte, caparbia, che al momento vuole solo una cosa. Vivere in pace, lontana dalle dinamiche degli dei. Purtroppo però, l'incontro con Loki non glielo permette e dopo la nascita dei loro figli, è costretta a fare i conti con gli dei.

The Witch's Heart è romanzo lineare: non ci sono particolari colpi di scena o plot-twist, ma è magnetico. Mi ha attratta sin dalla prima pagina, lasciandomi incollata, anche quando le vicende rappresentavano la semplice quotidianità. Questo è merito dell'autrice, che grazie al suo stile elegante ma semplice è riuscita a rendere interessante anche il racconto di una banale giornata invernale. Complici sono i vari misteri che vengono rivelati man mano, rendendo il tutto più entusiasmante. 

Ciò che lascia il segno sono le decisioni di Angrboda. Da donna che è diventata una leggenda, scegliendo di mantenere un profilo basso, vive una vita tranquilla e quasi monotona, fin quando Loki non rompe la sua quotidianità. Angrboda decide di fidarsi e lasciarsi andare, e ho apprezzato la sua determinazione nell'affrontarlo, quando la relazione è cambiata e ne ha dovuto accettare le conseguenze. Si assiste a un cambiamento in lei, dalla donna dura che non voleva avere a che fare con niente e nessuna, alla donna tenera con i suoi figli e il suo amante, che si confida con la sua unica amica.

Insomma, non è un romanzo spettacolare che vi lascerà a bocca aperta a ogni pagina, ma vale la pena conoscere la storia di questa donna, soprattutto se siete appassionati di mitologia!

⭐⭐⭐⭐

A presto,

Claudia

Wrap Up | MAGGIO 2026

 Buongiorno divora libri! L'estate si avvicina e di conseguenza anche il wrap up di maggio!

- Love on the Brain di Ali Hazelwood edito Sperling&Kupfer 

Un romance stem super tenero e coinvolgente, l'ho divorato dalla prima all'ultima pagina (come qualsiasi cosa di questa autrice).

- C'è un cadavere in biblioteca di Agatha Christie edito Mondadori

Secondo approccio ad Agatha Christie dopo anni e primo libro per me di Miss Marple. E' stata una lettura (o meglio ascolto) davvero piacevole, anche se mi aspettavo un'impostazione della storia completamente differente, che lasciasse più spazio a Miss Marple.

- Una donna spezzata di Simone de Beauvoir edito Einaudi

Finalmente, dopo tanto tempo, sono tornata dalla mia amata Simone! Tre racconti che mi hanno fatto riflettere molto, non solo sulla condizione della donna, ma anche sui rapporti famigliari, di come molto spesso i pregiudizi e gli abbandoni nascano da lì.

- Il cammino dei ciliegi. Le donne nel manga di Beatrice Lorenzi edito Il Saggiatore

Flop del mese. Più che un saggio è una raccolta di consigli manga con le relative descrizioni, con aggiunta di piccole riflessioni sui personaggi femminili. Non ci ho trovato nient'altro. Peccato, perchè sarebbe potuto essere un ottimo saggio sulla rappresentazione femminile nei manga, oggi e nel passato.

- Fourth Wing di Rebecca Yarros edito Sperling&Kupfer

Questo romanzo invece è la sorpresa del mese. Ascoltato e divorato, una volta finito ho passato ore e ore su Vinted per cercarlo (a un prezzo dignitoso). Che dire, l'ho amato e mi è piaciuto in sacco! Ho adorato la protagonista e la trama, un po' meno altri dettagli, ma vediamo come si evolvono negli altri romanzi.

Per questo mese è tutto, linea allo studio!

A presto,

Claudia


"Cassidy Blake. Città di spettri. Tunnel di ossa. Ponte di anime" di Victoria Schwab | Recensione di una trilogia ripetitiva

Buongiorno divora libri! Oggi vi presento una trilogia che mi ha un po' deluso, forse perchè un po' fuori dal mio target di età. Sto parlando della trilogia di Cassidy Blake di Victoria Schwab edita Mondadori, composta da Città di spettri, Tunnel di ossa e Ponte di anime.

Cassidy Blake di Victoria Schwab edita Mondadori
Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un'altra ragazza che condivide il suo stesso "dono", si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa. Da Victoria Schwab, un racconto spaventoso ed elettrizzante, pieno d'azione, che parla di infestazioni, passato, mistero, e del legame tra i veri amici (anche se quell'amico è un fantasma…).

Parto dal presupposto che tutto ciò che dirò per il primo romanzo, vale anche per gli altri due. 

La protagonista Cassidy ha visto la morte in faccia, letteralmente, ed è stata salvata dal fantasma Jacob che ormai la segue ovunque vada. I suoi genitori sono appassionati e ricercatori di fantasmi (cosa che mi ha fatto molto ridere dato che la figlia li può vedere ma loro non sanno nulla). Durante le vacanze estive segue i genitori a Edimburgo e si ritroverà invischiata in affari di fantasmi che vogliono strapparle la vita.

Il punto forte di questa trilogia sono i personaggi. Ottimi e ben caratterizzati anche se le interazioni tra loro sono praticamente le stesse. Si ritrovano sempre nelle stesse situazioni e molti dialoghi sono estremamente ripetitivi. 

Anche la trama è ripetitiva. I tre romanzi tra loro hanno un'impostazione pressoché simile. Cassidy si ritrova in difficoltà con un pezzo grosso del Velo, Jacob la aiuta così come la nuova amica  trovata a Edimburgo, il fantasma in un qualche modo ha la meglio, e infine il potere dell'amicizia risolve tutto. Come ho specificato all'inizio, il problema non è tanto la ripetitività, ma il fatto che sono fuori target. Se li avessi letti anni fa magari li avrei apprezzati maggiormente.

Collegandomi al punto precedente, lo stile di Schwab è molto semplice, essendo anche in prima persona dal punto di vista di Cassidy.

Insomma, non penso di avere altro da dire riguardo questa trilogia, mi ha deluso abbastanza più che altro perchè mi aspettavo molto di più. Ve la consiglio se cercate una trilogia fantasy leggera, magari da consigliare a qualche adolescente.

⭐⭐

A presto,

Claudia

"La guerra contro le donne" di Rita Laura Segato | Recensione di un saggio illuminante

 Buongiorno divora libri! Oggi vi porto la recensione di un saggio che ho terminato ad aprile e che mi ha fatto compagnia quasi tutte le mattine. Mi riferisco a La guerra contro le donne di Rita Laura Segato edito Tamu Edizioni.

Ogni femminicidio, che l’immaginario comune continua a erotizzare, è un messaggio di conferma che «qualcosa di molto importante» per l’ordine attuale del mondo poggia sulla subordinazione delle donne, sulla loro esclusione e riduzione a vittime. Partendo da quelle comunità del continente latinoamericano che avevano e hanno «progetti diversi» quanto ai rapporti di genere, ancora oggi esposte alla conquista coloniale, l’antropologa argentina Rita Laura Segato si distacca nettamente dalle letture eurocentriche che confinano la violenza di genere nella sfera del privato, accettando la sfida interpretativa posta dalla cruenta scia di crimini contro le donne. Una sfida pienamente pubblica e politica che ha dato a questo volume una risonanza globale. La posta in gioco è una cessazione della violenza che passa per una profonda trasformazione delle mentalità e per l’accettazione di un mondo «al plurale».

I temi principali affrontati dall'autrice sono la violenza di genere in tutte le sue forme e con tutti i suoi moventi, i cambiamenti nelle forme della guerra, l'influenza della mafia e la diversità rispetto all'ambiente europeo. 

Rita Laura Segato è molto chiara, non sempre vi è un rapporto di intimità tra la donna vittima e l'uomo carnefice, molto spesso i femminicidi in America Latina vengono effettuati per lanciare un messaggio agli "avversari", ed è per questo che poi si collega alla guerra e alle mafie. Secondo l'autrice infatti, il modo di fare la guerra è molto cambiato rispetto ai secoli precedenti. Ora viene fatta sui corpi delle donne, per indebolire il nemico. 

Subito dopo si collega alla mafia e al perchè lo stato molto spesso non interviene, e con questo tratta anche il tema della comunità e della democrazia, che deve favorire il pluralismo piuttosto che i singoli e le maggioranze.

Insomma, l'antropologa argentina affronta tutti questi temi nella più totale completezza. Purtroppo alcune parti e in alcuni capitoli, i punti chiave vengono ripetuti più e più volte e almeno nel mio caso, queste ripetizioni mi hanno fatto deconcentrare più volte.

Un altro punto da tenere d'occhio è lo stile. Dal linguaggio usato da Segato si evince sicuramente la sua formazione e il suo lavoro, e mi ci è voluto un po' per abituarmi. Non è esageratamente difficile e filosofico, però pian piano ho preso la mano e ci ho fatto l'abitudine.

Insomma, è un saggio che potrebbe mettere a rischio le vostre idee, anche come già detto molte di quelle esposte fanno riferimento all'America Latina. Ciononostante credo che sia un libro fondamentale per approfondire la problematica della violenza di genere che dilaga ai nostri giorni in qualsiasi parte del mondo.

"Noi, le donne, dovremmo essere le prime a riconoscere il carattere plurale delle esperienze ed essere capaci di pensare progetti storici differenti."

⭐⭐⭐⭐

A presto,

Claudia

"La locanda dei gatti e dei ricordi" di Yuta Takahashi | Recensione di un romanzo coinvolgente e empatico

 Buongiorno divora libri, Eccomi con la recensione di La locanda dei gatti e dei ricordi di Yuta Takahashi edito Feltrinelli!

La locanda dei gatti e dei ricordi di Yuta Takahashi edito Feltrinelli
Prima un viaggio in treno da Tokyo, fino a una cittadina di mare nella penisola di Boso. Poi una passeggiata lungo la spiaggia, fino a un vialetto di conchiglie. È lì che si trova “Da Chibi”, una delle poche locande dove, secondo alcuni, viene ancora servito il kagezen: il vassoio d’ombra, il pasto tradizionale giapponese che si cucina per chi non c’è. Le voci narrano che, dopo che il piatto viene messo in tavola, accadano cose strane, che sia possibile mettersi in contatto con la persona di cui più si sente la mancanza. Così, scossa dalla morte improvvisa del fratello, in una mattina luminosa la diciannovenne Kotoko Niki varca la soglia del ristorante, sotto lo sguardo attento di un gatto. Il fratello di Kotoko ha perso la vita in un incidente stradale cercando di proteggerla e lei, piena di rimorsi, spera in un miracolo. Una speranza folle, pensa, almeno finché non inizia a mangiare il riso, il pesce bollito e la zuppa di miso fumante che l’avvolgono con il loro profumo. L’orologio smette di ticchettare, il mare e i gabbiani tacciono, e Kotoko ha la sensazione di sentire accanto a sé una voce familiare… Nella Locanda dei gatti e dei ricordi, seguiamo Kotoko e altri personaggi che, come lei, cercano di fare i conti con l’assenza di una persona cara: un ragazzino timido e una compagna di scuola, il suo primo amore; un ottantenne malato e la moglie; un giovane chef e la madre. 

Come ben ricorderete, il mio rapporto con la lettura giapponese non è ottimale, ma dato l'enorme quantità di romanzo che figurano la parola gatto nel titolo, ho deciso di provarne uno (tra l'altro l'ho letto anche su prime reading, quindi se non mi fosse piaciuto non ci avrei perso nulla). Alla fine ho apprezzato molto la trama, nonostante le descrizioni asettiche piuttosto tipiche dei romanzi giapponesi.

La locanda dei gatti e dei ricordi parla appunto di una locanda in cui viene servito il pasto del ricordo, famoso tra i cittadini perché si dica che evochi l'anima di una persona cara defunta, donando al cliente un'ultima possibilità per parlarci.

Seguendo questo concetto, l'autore presenta quattro diversi personaggi, in un qualche modo collegati tra di loro che usufruiranno del pasto del ricordo. È una storia fatta di rimorsi, di nostalgia e di amore, in cui inevitabilmente il lettore è portato a provare empatia e compassione. 

È una romanzo che vi consiglio se vi piacciono le storie con pov diversi, in cui vengono ripresi diversi lati dell'animo e della vita umana.

⭐⭐⭐⭐

A presto,

Claudia 

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