Wrap Up | OTTOBRE 2025

 Buonasera divora libri! Come al solito una volta iniziato questo periodo, comincio a farmi sentire sempre meno. Però, eccomi qui con il wrap up di ottobre. Essendo stato un mese di vacanze post-laurea ho letto abbastanza per i miei standard.


- The Witch's Hearth di Genevieve Gornichec edito Mondadori

E' stata una scoperta molto interessante, considerato che la mitologia norrena mi ha sempre affascinato. Mi è piaciuta molto la protagonista e l'evoluzione della storia, nonostante le prime 100 pagine siano state molto lente. Consigliato!


- La biblioteca sotterranea di CHOME edito Toshokan

Un manga super carino con storie fuori dal comune, al confine tra realtà e fantasia. Non ho capito molto di alcuni racconti (lo ammetto), ma nel complesso è stato molto piacevole e i disegni sono bellissimi.


- La locanda dei gatti e dei ricordi di Yuta Takahashi edito Feltrinelli

Ho iniziato questo romanzo completamente a caso perchè presente su Prime Reading. Anche lui è stato molto piacevole e mi ha fatto anche scendere una lacrimuccia. E' uno dei pochi romanzi giapponesi che mi ha conquistata, quindi un premio se lo merita.


- San Francesco di Alessandro Barbero edito Laterza

Che dire, mi farei scrivere la vita da Barbero. Nonostante sia famosissimo, ho sempre saputo poco di San Francesco e questa è stata l'occasione buona per conoscerlo. Purtroppo per come è strutturato può risultare un po' ripetitivo, ma non mancano spunti curiosi e interessanti. Promosso!


- Tenui Bagliori di Murasaki Yamada edito Einaudi

E' un manga composto da vari racconti, la cui protagonista è una casalinga, madre di due figlie e spostata. La donna racconta le contraddizioni della sua vita, come le stia stretta, come cerca di fuggire. E' stato bello perchè si toccano con mano le emozioni della donna, che penso siano condivise da un gran numero di donne.


- La guerra dei papaveri di R. F. Kuang edito Mondadori

Che dire. Mi ha conquistata da subito e il mio rapporto con questo romanzo fantasy è diventato ossessivo. E' una storia bellissima ma devastante che merita di essere assaporata e ti distrugge un poco alla volta. Ho adorato tutto.


- Hot for slayer di Ali Hazelwood 

Parto dal presupposto che essendo un racconto non mi aspettavo un particolare sviluppo dei personaggi e della loro relazione, però mi è piaciuto. Non è stupendo e indimenticabile, ma mi ha saputo tenere compagnia prima di andare a dormire, il che non è semplice. Consigliato per chi ama l'autrice o chi cerca un libro veloce.


Questo è tutto! Non vi abituate a tutti questi libri, ottobre è stata un'eccezione!

A presto,

Claudia

"Hunger Games. L'alba sulla mietitura" di Suzanne Collins | Recensione di un prequel emozionante ma riciclato

 Buongiorno divora libri! Finalmente è giunto il momento di portarvi la recensione di Hunger Games. L'alba sulla mietitura di Suzanne Collins edito Mondadori, l'attesissimo prequel di Hunger Games uscito a marzo di quest'anno.

Hunger Games. L'alba sulla mietitura di Suzanne Collins edito Mondadori
All’alba dei cinquantesimi Hunger Games, i distretti di Panem sono in preda al panico. Quest’anno, infatti, per l’Edizione della Memoria, verrà sottratto alle famiglie un numero doppio di tributi rispetto al solito. Intanto, nel Distretto 12, Haymitch Abernathy cerca di non pensarci troppo, l’unica cosa che gli interessa è arrivare vivo a fine giornata e stare con la ragazza che ama. Quando viene chiamato il suo nome, però, il ragazzo vede infrangersi tutti i suoi sogni. Strappato alla sua famiglia e ai suoi affetti, viene portato a Capitol City con gli altri tre tributi del Distretto 12: una ragazza che per lui è quasi una sorella, un esperto in scommesse e la ragazza più presuntuosa della città. Non appena gli Hunger Games hanno inizio, Haymitch comprende che tutto è stato predisposto per farlo fallire. Eppure qualcosa in lui preme per combattere... e far sì che la lotta si estenda ben oltre l’arena.

Come tutti i fan sfegatati della saga (e io mi annovero fieramente tra questi), sono a dir poco impazzita all'annuncio del prequel che tutti stavamo aspettando: l'attesissimo racconto delle edizioni a cui ha partecipato Haymitch Abernathy. Premetto che non è uno dei miei personaggi preferiti, ma mi ha sempre affascinato la sua figura e soprattutto come è diventato l'adulto della trilogia principale. Suzanne Collins cerca di farlo con questo libro, riuscendoci in parte e fallendo in alcuni punti.

Ovviamente i presupposti iniziali sono i soliti: giorno della mietitura e arrivo della cinquantesima edizione degli Hunger Games. Il protagonista entra in scena e a causa di varie circostanze Haymitch parteciperà alla edizione. Il proseguo del romanzo è quasi identico al primo libro della trilogia: arrivo a Capitol City, eventi a cui i tributi devono partecipare, i giochi e poi il racconto del post-giochi. Devo ammettere che non mi aspettavo un'impostazione del genere. Credevo che l'autrice si sarebbe più concentrata sull'Haymitch post giochi al posto di raccontare tutti gli eventi degli Hunger Games, ma leggendo il libro, la scelta risulta comprensibile. L'autrice infatti costruisce tassello dopo tassello l'Haymitch della trilogia, mostrando gli eventi decisivi che hanno portato alla caratterizzazione del personaggio.

Di base, ho apprezzato l'impostazione, nonostante molti punti deboli. Il primo è il riciclo di eventi e situazioni presentate e descritte già nelle trilogia. Molto spesso mi è sembrato di leggere La ragazza di fuoco con protagonista Haymitch, a causa della similarità tra gli eventi. Infatti l'idea che passa al lettore è che Haymitch sia proprio il precursore di Katniss. A volte riciclati sono anche i personaggi, ovvero alcune figure chiave del racconto sono in realtà personaggi già incontrati nella trilogia. Molti lo hanno definito fan service, ed effettivamente la definizione calza e capisco anche la volontà di creare hype di proposito. Per fortuna, i personaggi riciclati non si comportano in modo differente dalla trilogia, nel senso che Collins ha comunque mantenuto la loro caratterizzazione base, concentrandosi anche nei loro confronti di spiegare e evidenziare alcune backstory lasciate in sospeso. Queste scelte però mi hanno dato da pensare. Ovvero, perchè di queste situazioni non viene fatto nemmeno un minimo accenno nella trilogia? La risposta è ovvia ovvero che sono state pensate molto dopo, ma allora perchè fare queste scelte? E qui rientra l'ipotesi di fan service. Ovviamente sono caduta nella trappola, nel senso che oggettivamente è piacevole per un fan ritrovare personaggi che gli stanno a cuore e scoprire la loro storia, ma allo stesso tempo non quadra con ciò che viene presentato nella trilogia creando dei contrasti e un certo fastidio.

Riguardo i nuovi personaggi, mi sono piaciute tantissimo Maysilee, tributo anche lei del distretto 12 (la famosa migliore amica della madre di Katniss) e Lenore Dove, che tutti hanno odiato. Se Maysilee fosse stata nella trilogia, probabilmente sarebbe stato il mio personaggio preferito: è testarda, viziata, a tratti antipatica e snob, ma sa quello che vuole e affronta Capitol City a testa alta. Lenore Dove invece, la famosa fidanzata di Haymitch è stato un personaggio quasi inutile ma che ho comunque apprezzato ai fini della caratterizzazione del protagonista (e dei collegamenti con la ballata ma non mi dilungo per non fare spoiler).

Riguardo lo sviluppo della trama, a mio parere non ci sono stati colpi di scena particolari, perchè come già detto, non c'è nulla di nuovo ma sono situazioni già viste soprattutto nella Ragazza di fuoco: la solita violenza e ricchezza di Capitol City a cui i tributi decidono di non sottomettersi. Decisamente temi importanti sono affrontati, ma ripeto nulla di nuovo rispetto alla trilogia. Ciò non vuol dire però che non sia stato emozionante. Vedere il piccolo Haymitch che affronta i giochi e i relativi sviluppi è stato devastante, a maggior ragione sapendo che il vincitore sarebbe stato lui.

Nonostante ciò, la parte per me più interessante è stato il finale. Vedere come l'Haymitch ragazzo si congiunge con l'Haymitch adulto e i relativi problemi e personalità che ha sviluppato.

Insomma, per essere un libro di cui in un certo senso si conosce l'esito (la vittoria di Haymitch), Suzanne Collins si è giocata molto bene le sue carte. Ha creato un romanzo per me valido nonostante il fan service e una storia avvincente e accattivante, che non supera però la trilogia. Mi aspettavo qualcosa di diverso, ma ciò non vuol dire che il romanzo sia orribile e illeggibile.

Ultimo commento, credo che con questo libro si sia chiuso un cerchio e ora la Ballata dell'usignolo e del serpente risulta perfettamente collegato con gli altri libri.

Ovviamente vi consiglio dei leggerlo se siete amanti della trilogia, ma senza riporre eccessive aspettative.

"Sperare in qualcosa di meglio potrebbe essere pericoloso; potrebbe rendermi cieco rispetto alla realtà della mia situazione. Ricordo che la nonna diceva sempre: "Finché c'è vita, c'è speranza". Ma, per come la vedo io, la speranza somiglia molto al liquore bianco. Sulle prime sembra innocuo, però alla fine ti frega sempre."

⭐⭐⭐ 

Alla prossima recensione,

Claudia

Per leggere cosa ne penso della trilogia, cliccate qui!

Per leggere la recensione della Ballata, cliccate qui!

"The girl who fell beneath the sea" di Axie Oh | Recensione di un fantasy tenero per sognatori

 Buongiorno divora libri, ecco a voi la recensione di The Girl who fell beneath the sea di Axie Oh.

NB io ho letto il libro in inglese, ma lo trovate anche in italiano per Mondadori!

The Girl who fell beneath the sea di Axie Oh
For generations, deadly storms have ravaged Mina's homeland. Her people believe the Sea God, once their protector, now curse them with death and despair. To appease him, each year a maiden is thrown into the sea, in the hopes that one day the 'true bride' will be chosen and end the suffering.

Many believe Shim Cheong - Mina's brother's beloved - to be the legendary true bride. But on the night Cheong is sacrificed, Mina's brother follows her, even knowing that to interfere is a death sentence. To save her brother, Mina throws herself into the water in Cheong's stead.

Swept away to the Spirit Realm, a magical city of lesser gods and mythical beasts, Mina finds the Sea God, trapped in an enchanted sleep. With the help of a mysterious young man and a motley crew of demons, gods and spirits, Mina sets out to wake him and bring an end to the storms once and for all.

But she doesn't have much time: a human cannot live long in the land of the spirits. And there are those who would do anything to keep the Sea God from waking . . .

Ho questa lettura in sospeso da un paio di Natali e ad agosto si è presentata l'occasione buona per leggerlo, dato anche il titolo ispirato al mare. La trama promette molto bene e le mie aspettative sono state rispettate, nonostante in alcuni punti io l'abbia trovato un po' vuoto e asettico, senza provocarmi particolari emozioni.

Mina è una ragazza semplice: ama la sua famiglia, soprattutto suo fratello e vuole fare di tutto affinchè sia felice. Decide così (non vi spiego nulla nel dettaglio per non farvi spoiler) di diventare la nuova sposa del dio del mare (NB sto traducendo alla lettera dall'inglese ma non so nella traduzione italiana quali nomi sono stati usati). Tutti sanno che la sposa del dio mare non ha un futuro e di lei si perde ogni traccia. Quando Mina arriva nel regno sottomarino (se così può essere definito perchè non viene mai dato esplicitamente un nome) si accorge che in realtà ha una vaga possibilità di sopravvivere. Il suo obiettivo e fare di tutto per riuscirci e allo stesso tempo salvare il dio del mare.

Devo ammettere che la trama non ha nulla di nuovo: mi piace il fatto che sia ispirato a racconti e leggende orientali, ma di per sè è di nuovo la tipica ragazza che vuole salvare il mondo e la sua famiglia. Interessanti sono stati tutti i plot twist che mi hanno colto di sorpresa, infatti la trama non è stata così prevedibile come pensavo all'inizio. In particolare la parte finale e la conclusione che sono risultate molto piacevoli e fuori dal comune per trame e sviluppi di questo tipo.

Una pecca è stata la mia mancata simpatia nei confronti dei personaggi: non sono completamente caratterizzati e molto spesso i loro comportamenti sono estremamente ripetitivi. In più è mancata un po' di chimica tra i protagonisti, per cui ci sono stati sviluppi amorosi poco esplicativi e improvvisi. Non definirei questo romanzo un romantasy, cavalca più l'onda dei fantasy e retelling, ma questo non vuol dire che la chimica tra i personaggi non debba essere spiegata.

Lo stile dell'autrice è semplice e scorrevole. Non ho incontrato particolare difficoltà a leggere in inglese. Ripeto che ovviamente non posso commentare la traduzione italiana.

Insomma, è stata una lettura abbastanza piacevole che mi ha tenuto compagnia questa estate. Ve la consiglio se cercate un fantasy tranquillo a standalone.

"That there is no place you can go so far away from forgiveness. Not from someone who loves you."

⭐⭐⭐⭐

A presto,

Claudia


"Noraleus. La fuga" di Anny Ayre | Recensione di un fantasy accattivante e promettente

 Buongiorno divora libri, finalmente vi porto la recensione di Noraleus. La fuga di Anny Ayre edito La Ruota Edizioni. Un fantasy italiano spettacolare che merita tantissimo!

Noraleus. La fuga di Anny Ayre edito La Ruota Edizioni
Il regno di Noraleus è in pace da cent’anni. Dopo la guerra, sei clan con dei poteri magici hanno sottomesso con la forza tutte le persone comuni, rendendole schiave. Sylvester e Skarlet sono due Vanus, schiavi al servizio dei Poteri, da sempre desiderosi di liberare il mondo dalla tirannia e ottenere più diritti per i meno fortunati. Mirella e Aldris, invece, nonostante le loro facoltà magiche, hanno sempre sognato di entrare nella storia e non essere mai dimenticate. In questo high fantasy, la guerra sembra essere alle porte, tra intrecci politici e un potere supremo che è stato messo a tacere.

Il lettore viene catapultato a Noraleus, un regno che, come viene spiegato passo passo nel romanzo, è diviso in vari territori e popoli. Ciascuno di questi ha un potere particolare: chi governa i fenomeni atmosferici, chi può trasformarsi in animali, chi può manipolare le menti e così via. Ogni popolo ha usi, costumi e comportamenti propri, che agli occhi degli altri vengono quasi tradotti in pregiudizi (uno dei temi trattati nel libro). Nonostante ciò, Skarlet e Sylvester non appartengono a nessun popolo: sono Vanus, non hanno poteri e perciò sono schiavi, passati di padrone in padrone da quando sono nati. Volendo rifuggire la loro condizione, i due protagonisti inizieranno una viaggio, o meglio una fuga, che li porterà a mettere in dubbio tante delle loro convinzioni, tranne quella di essere persone meritevoli di una vita normale e soprattutto di amore.

Da questa breve descrizione spero abbiate capito che il worldbuilding è spaziale. Anny Ayre ha creato un mondo fantastico, letteralmente e figurativamente, e ce lo descrive un pezzetto alla volta: niente informazioni sparate a razzo, ma descrizioni fini e puntuali per bocca e pensieri dei personaggi.

I temi trattati sono vari e li ho trovati più che centrati con la storia: la ribellione, la voglia di essere qualcuno e di essere riconosciuto, il far fronte alle ingiustizie e lottare per un mondo nuovo, intrighi politici e l'amicizia profonda. Molti potrebbero obiettare che queste sono tematiche trite e ritrite. Assolutamente sì, ma allo stesso tempo sono più attuali che mai: l'autrice ci mostra tutta la violenza a cui sono sottoposti Skarlet e Sylvester, solo perchè nati con meno privilegi degli altri, contrapponendo poi il loro forte desiderio di fuga, e anche di rinascita oserei dire.

Ho apprezzato molto lo stile di Anny Ayre. Nonostante sembri semplice, c'è comunque una certa cura nell'uso delle parole e nell'impostazione delle descrizioni, che rendono il romanzo scorrevole, ma allo stesso tempo evocativo e emozionante.

Insomma, fremevo all'idea di leggere questo romanzo, e le mie aspettative sono state ampiamente rispettate. Ve lo consiglio se cercate un buon fantasy, con ottimi personaggi e sviluppi della storia che vi possa appassionare dall'inizio alla fine!

"Quindi lo abbracciò e rimasero così, l'uno tra le braccia dell'altra, fino al calar della sera, suggellando un'amicizia che sarebbe durata per sempre."

⭐⭐⭐⭐⭐ 

A presto,

Claudia

Recensioni tascabili | Opinioni sui libri in poche righe #1

 Buongiorno divora libri e benvenuti in questo nuovo format! Per tanto tempo mi sono chiesta come recensire i libri brevi che leggo, magari centrati su un solo argomento specifico e di cui per parlarne non c'è bisogno di dilungarsi tanto. In poche parole cercherò con queste recensioni tascabili di andare dritta al dunque, mostrandovi il cuore del libro, e dandovi anche qualche consiglio. Sto ancora capendo come impostarla ma per oggi partiamo e vediamo come va!

Una donna di Annie Ernaux edito L'Orma Editore
- Una donna di Annie Ernaux edito L'Orma Editore (99 pagine) ⭐⭐⭐⭐⭐


In Una donna, Annie Ernaux parla del rapporto contrastante avuto con la madre, dall'infanzia fino alla sua morte. Come ogni rapporto madre-figlia che si rispetti, ci sono stati alti e bassi, dettati più che altro dal cambio generazionale, dalle diverse vedute sulla vita e dai caratteri personali.

Ciò che più mi ha colpito del libro è l'approccio dell'autrice al racconto della sua vita. E' come se Annie Ernaux uscisse dal suo corpo e vedesse tutto dall'alto, per raccontarlo a noi. Allo stesso tempo particolare è il suo rapporto con la scrittura e le parole: per lei è come se ci fosse un solo modo di raccontare gli eventi, e se quest'ultimi fossero raccontati con parole diverse non si avrebbe lo stesso risultato.

Insomma, è stata una lettura molto profonda sotto diversi punti di vista. Ve lo consiglio per approcciarvi all'autrice e capire un pezzo della sua vita e stile di scrittura.


Genere e capitale, per una rilettura femminista di Marx di Silvia Federici edito Derive Approdi
- Genere e capitale, per una lettura femminista di Marx di Silvia Federici edito Derive Approdi (102 pagine) ⭐⭐⭐⭐

Questo è stato il primo libro che ho letto di Silvia Federici. La me del passato del quinto superiore è stata conquistata dal titolo, reduce dall'amore per la filosofia (come mio solito poi il libro l'ho effettivamente letto anni dopo). In questo breve saggio Silvia Federici mostra le contraddizioni e le mancanze del pensiero di Marx nei confronti del femminismo: per tanto si è pensato che la filosofia marxista comprendesse naturalmente il femminismo, cosa che con il tempo e il passare degli anni si è dimostrata falsa.

L'autrice rielabora il pensiero marxista in chiave femminista, criticandolo e attualizzandolo, mostrando come l'uno non può vivere senza l'altro.

Ciò che mi ha colpito di questo saggio sono le varie argomentazioni dell'autrice, contestualizzate nella nostra epoca ovviamente.

Vi consiglio questo testo se siete alla ricerca di argomentazioni ben costruite e se siete alla ricerca di approfondimenti riguardo un argomento di cui ormai non si parla più.


Che ne dite, vi piace questa nuova piccola rubrica?

A presto,

Claudia


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